Privacy Policy
Crea sito

Isola 7: non finiscono le polemiche, in rivolta i tecnici


Translate this post

Traduzione

Certo che per Simona Ventura quest’anno è proprio un anno pazzesco e forse se gliel’avessero detto, non so se avrebbe rifatto l’Isola, infatti qui ne accade sempre una dopo l’altra. E non bastano gli avvenimenti in Nicaragua: Aldo Busi e le “offese” al Papa, i vari infortuni accorsi ai naufraghi, la prima vittoria di un Non Famoso su un Famoso, i vari abbandoni, le accuse di Rossano Rubicondi nei confronti dell’organizzazione, ora a causa dell’Isola scendono in rivolta i tecnici televisivi contrattualizzati Rai ed aderenti al Coordinamento Lavoratori del Broadcast (CLB).

Questi si sono ritrovati davanti ai cancelli di Viale Mazzini per protestare per le condizioni nelle quali sono costretti a lavorare, con poche tutele e scarse garanzie di sicurezza.

Il caso più eclatante e di punta è quello della troupe dell’Isola dei Famosi 7, che nei giorni scorsi aveva inviato un reportage sulle condizioni di vita e lavoro in Nicaragua; il reportage in questione, rilanciato da L’Espresso, aveva provocato scintille dietro le quinte del reality di RaiDue. Proprio ieri Simona Ventura aveva cercato di chiudere la questione con un collegamento con i capi-spedizione della Magnolia in Nicaragua, ma i lavoratori del CLB non ci stanno, anzi inviano una lettera aperta per la trasparenza degli appalti.

Non accenna però a placarsi il braccio di ferro tra tecnici tv e le case di produzione: il malessere sembra attraversare molti bakstage, non solo quello dell’Isola, soprattutto delle trasmissioni Rai. Di fatto, però, cameramen e tecnici hanno incrociato le braccia e hanno organizzato un sit-in davanti a Viale Mazzini per perorare la causa dei colleghi spediti in Nicaragua al seguito dei naufraghi della Ventura. In una nota diffusa a mezzo stampa, la Slc-Cgil Roma e Lazio ha spiegato le ragioni della protesta con la necessità di “denunciare le condizioni di lavoro, al limite della legalità, a cui sono costretti operatori e tecnici dell’Isola dei Famosi. È incredibile che il servizio pubblico tolleri che si realizzi una delle trasmissioni di punta del suo palinsesto, speculando sul lavoro di tecnici ed operatori“.
 
E per manifestare ulteriormente il proprio disappunto per la situazione che si sta creando in casa Rai (e non solo), i lavoratori aderenti al CLB hanno diffuso una lettera aperta per ’sensibilizzare’ i datori di lavoro e chiedere aiuto alle associazioni di categoria interessate. Una preoccupazione quella della sicurezza manifestata anche da Rossano Rubicondi, che in diretta con Quelli che il Calcio, aveva messo in evidenza il problema ma prendendosela proprio con i lavoratori in Nicaragua che si sono sentiti il capro espiatorio di una situazione in cui anche loro si sentono vittime e non carnefici, come invece erano stati accusati d’essere.

E così ecco l’appello: “chiediamo a datori di lavoro, Sindacati, ANICA e a tutti i soggetti di buona volontà di fare ognuno la propria parte, nel rispetto dei propri ruoli, per ridare dignità e trasparenza ad un comparto produttivo che, nonostante non conosca crisi, sta prendendo una deriva inaccettabile non solo sul piano economico, ma anche e soprattutto su quello etico. Chiediamo ai network di assumersi le responsabilità che la Legge obbliga loro ad osservare: tutela dell’incolumità dei lavoratori propri, così come di quelli delle produzioni appaltate o “acquistate a pacchetto chiuso”; rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento per la categoria; divieto di sub-appalti; responsabilità in solido per i mancati pagamenti e omessi versamenti di contributi. Senza queste prese di posizione, il livello dello scontro non potrà che salire in tempi brevi“.
 
La protesta insomma non accenna a diminuire: in fin dei conti, il CLB sta chiedendo “bagni mobili tipo Sebach, gruppo elettrogeno, frigoriferi capienti da esso alimentati, acqua e vivande a sufficienza, elicotteri (per tutti e non solo per i VIP o per i partecipanti) invece che barche da scafisti montenegrini” come si legge nella replica alle dichiarazioni di Giorgio Gori seguite all’articolo de L’Espresso. “Non raccontiamoci storie. Si tratta solo di voler massimizzare i guadagni. E sulla pelle nostra” chiosano i lavoratori tv. E non sono i soli a chiederlo…

Tags: , , , , , , , , ,

Scrivi un commento

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Altri gossip:

MyFreeCopyright.com Registered & Protected