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Antonello Zara: la rabbia del padre dell’ex tronista morto in un incidente


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Penso che tutti ricordiate l’ex tronista Antonello Zara. Il ragazzo vittima di un incidente stradale l’8 agosto del 2008.

Oggi a Studio Aperto torna a parlare il padre di Antonello, il signor Valter Zara sfoga ancora una volta tutta la sua rabbia: “la vita di mio figlio vale 230 euro” e racconta quella notte di agosto cosa successe, per filo e per segno, in tutti i suoi particolari. Antonello morì a Porto Cervo, in Sardegna, in un incidente con Bmw guidata da ragazzo di vent’anni di Monza. La macchina andava contromano e la vita di Antonello fu spezzata così: “era il nostro futuro, era tutto per noi e ora non abbiamo più niente dice ora il padre”, ma la sofferenza non si placa soprattutto perchè ha iniziato una dura lotta per far uscire la verità sulla tragica scomparsa del ragazzo.

Valter Zara chiede solo giustizia: “non ce l’hanno resa gli agenti che gli hanno fatto l’esame del palloncino, o per capire se era drogato. In compenso l’esame lo hanno fatto alla vittima, a mio figlio, e hanno visto che non aveva bevuto e non si era drogato. Bella consolazione, lo so. Antonello era un salutista. Quella notte i genitori del ragazzo sono stati avvertiti e se lo sono portati via subito. Noi lo abbiamo saputo solo il giorno dopo. Antonello era solo”. 

Qualche mese fa, il 16 settembre 2009, Matteo Sgariboldi – il ragazzo alla guida della Bmw – è stato condannato a una semplice sanzione amministrativa. E’ questo quello che oggi denuncia il signor Zara “una multa di 231 euro per eccesso di velocità e perché andava contromano e la patente ritirata per 18 mesi. Un insulto per tutti noi“. Insomma, Antonello forse non avrà mai giustizia e Valter Zara ha ragione a dire che questi 231 euro sono un insulto, una beffa, come se la vita di Antonello valesse quei soldi e nient’altro. Sconcertante, assolutamente ma anche una cruda e dura realtà e per certo un fatto non isolato. L’incompetenza di alcuni agenti di Polizia che, intervenuti al momento dell’incidente, non provvedettero a sotoporre il ragazzo conducente della Bmw al test anti droga o al test del palloncino è sicuramente una mancanza gravissima e un’ingiustizia che oggi significa impossibilità di stabilire la verità di quella notte.

Inoltre, la giovane età del ragazzo è stata considerata un’attenuante e gli hanno sospeso la pena, ma il signor Zara non si arrende: “vado fino alla Corte europea se serve. Mi resta la causa civile per danni. Andiamo avanti” e, chi crede che una giustizia esiste, è sicuramente con lui. Noi siamo con lei signor Zara!

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